di Maurizio Vetrone

Le dolci colline che degradano dal massiccio del Taburno verso valli attraversate dai fiumi, sono uno spettacolo di colori e profumi che in ogni periodo dell’anno rendono il Sannio un vero trionfo della natura, un luogo profondamente caratterizzato dalla coltivazione della vite. Una produzione copiosa e di altissima qualità, la cui eccellenza è riconosciuta e apprezzata in tutto il territorio nazionale, al punto da avere le denominazioni DOCG, DOC e IGT per più di 60 tipologie di vini; un patrimonio che fa del Sannio una vera e propria terra di Bacco.

La Falanghina è il vitigno a bacca bianca più coltivato della Campania, il cui record di produzione è detenuto proprio dalla provincia di Benevento. È un vino molto antico originario delle pendici del Taburno e dei Campi Flegrei probabilmente imparentato con il famoso Falerno bianco, vino molto ricercato dagli antichi Romani. Si dice che il suo nome derivi dall’uso di far arrampicare le viti al “falango”, un palo di legno, oppure dal greco-latino “falange” (inteso come osso del dito) per la forma allungata degli acini.

Dagli anni ’50, a seguito della fillossera (un insetto che attacca le radici delle viti), si è assistito all’introduzione di vitigni più forti e produttivi come il Sangiovese, il Trebbiano toscano e la Malvasia di Candia, determinando la quasi totale scomparsa degli antichi vitigni locali. Solo alla fine degli anni ‘70 c’è stata un’inversione di tendenza verso la valorizzazione di viti autoctone di pregio. Riprende così la coltivazione diffusa della Falanghina vinificata in blend con altre uve, utilizzata come vino da tavola o per distillare il cognac, fin quando l’ingegnere Leonardo Mustilli, con altri pionieri appassionati, iniziò nel 1979 a imbottigliarla in purezza. Grazie alla competenza e alla passione di un gruppo di enologi e all’impegno delle cantine sociali e delle istituzioni, in pochissimi anni si è assistito a un’incredibile crescita di produzione e diffusione.

L’enologo Angelo Pizzi, protagonista e testimone di questa incredibile ascesa, ricorda la prima produzione di 10.000 bottiglie di Falanghina del Taburno nel 1989; le prime 300 casse furono comprate da Luigi Veronelli, figura di spicco della valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano, durante una degustazione alla Camera di Commercio di Benevento. Da lì in poi questo vitigno si è affermato sempre più per tre motivi: piace ai viticoltori perché produttivo anche nelle annate peggiori; piace ai trasformatori perché dalle sue uve è facile ottenere un buon prodotto e, soprattutto, piace al consumatore perché possiede un estratto molto alto, volume di bocca importante, degli aromi gradevoli e una buona acidità. Insomma un vino che al bere dà vera “gioia”. Negli ultimi anni, migliorando sempre i processi produttivi, le coltivazioni e la commercializzazione, si sta svolgendo un percorso di valorizzazione che mira a esaltare ancora di più le qualità della Falanghina; grazie a questa evoluzione oggi le sue bottiglie si possono trovare nelle migliori enoteche e ristoranti d’Italia e del mondo. Una vera e propria eccellenza tutta “made in Sannio”.

Un vino dalla grandissima personalità, particolarmente apprezzato per la grande fragranza dei suoi aromi. In cantina si presta benissimo a un utilizzo trasversale, caratterizzato da una produzione enologica di pregio: si ricavano vini dolci e passiti, grappe e spumanti con metodo charmat o classico e anche grandi riserve, affermandosi come uno dei migliori e più apprezzati vini bianchi della regione Campania. La Falanghina si distingue per un colore giallo paglierino pieno e vivace, un aroma decisamente floreale e fruttato, una struttura agile, beverina e gradevolmente acidula, dal sapore sempre fresco e morbido. Servita a una temperatura di circa 9 gradi, si abbina ottimamente con preparazioni a base di pesce fresco, crostacei e frutti di mare, formaggi freschi o stagionati. L’ampiezza dei profumi e la profondità del gusto consente di sorseggiarla anche come aperitivo, da sola o come base per cocktail e soft drink, sorprendentemente meravigliosa sulla pizza classica o gourmet. Nella versione spumantizzata è gradevole come aperitivo o sulla pasticceria, mentre la versione passita è ottima per accompagnare degustazioni di formaggi stagionati e di frutta secca.

Attraversare il Sannio tra settembre e ottobre, nel periodo della vendemmia e delle prime lavorazioni, significa poter ammirare gli splendidi colori delle vigne, ascoltare i fragori dei vendemmiatori, sentire il profumo leggermente inebriante dell’uva appena pigiata e toccare con mano la “magia” della sua trasformazione nei piccoli borghi, dove ancora si produce il vino in casa. Un viaggio multisensoriale che affascina e coinvolge chiunque si trovi a passare o a trascorrere del tempo in terra sannita, in un paesaggio di suggestiva bellezza caratterizzato dal clima mite e dalla cordialità dei suoi abitanti; è un percorso tra vigneti, cantine e luoghi dove è possibile scoprire e assaporare la storia e la gioia di vivere attraverso l’assaggio di un calice di vino.

Sannio Falanghina. Città Europea del vino 2019

Per l’importanza e il pregio delle sue uve e della produzione vinicola, l’Associazione delle 800 Città del Vino “European Recevin”, nella sede del Parlamento Europeo, ha conferito al distretto territoriale “Sannio Falanghina” il prestigioso riconoscimento di “Città Europea del Vino 2019”. L’investitura del Sannio rappresenta un importante premio alle produzioni di eccellenza che nascono dalla sapienza e dal sacrificio di viticoltori appassionati, testimoni dello storico legame di questa terra con il vino, e custodi di un territorio sano e genuino, ricco di bellezze e sempre molto generoso verso i suoi abitanti e i suoi ospiti.

Curiosità

Nella provincia di Benevento si contano più di 10.000 ettari vitati sui circa 24.000 dell’intera regione Campania; qui si concentrano circa 8.000 imprenditori viticoli e più di 100 aziende imbottigliatrici che assicurano una produzione complessiva di oltre 1.000.000 di ettolitri di vino.

Si ringrazia il dott. Angelo Pizzi per le preziose informazioni. 

 

ENGLISH VERSION

Falanghina of Sannio | THE “JOY” IN A GLASS

by Maurizio Vetrone

The land of Sannio is a true triumph of nature, particularly suited to the cultivation of vines. An abundant and high quality production, whose excellence is recognized and appreciated throughout Italy, to the point of having the DOCG, DOC and IGT denominations for more than 60 types of wines. Falanghina is a variety of white grape produced mainly in the province of Benevento.

It is an ancient wine whose name perhaps derives from the term “falango” for the wooden pole on which the vines climb, or from the word “phalanx” for finger bone referring to the elongated shape of the grapes. There was a decision to abandon local historical vines due to the invasion of phylloxera (an insect that attacks the roots of vines) during the 1950s. New, strong and productive vines were introduced, such as Sangiovese, Trebbiano and Malvasia di Candia. Only at the end of the 1970s was there a turnaround towards the improvement of prized native varieties. Thus resumed the widespread cultivation of Falanghina vines, in blend with other grapes, became used as table wine or to distill cognac. The engineer Leonardo Mustilli, with other passionate pioneers, began in 1979 to bottle it for purity. Since the 1980s, this grape variety has become increasingly widespread. Even in the worst years, it produces great quality wine characterized by pleasant aromas and favorable acidity.

Today, it is a true “made in Sannio” excellence. From the processing of Falanghina grapes lots of prestigious wines are obtained such as fine sweet wines, raisin wines, grappas and sparkling wines with the charmat or classic method. The wine is distinguished by a beautiful golden straw color, full and lively; a fruity and floral aroma; a beverage of a fresh and soft structure. It pairs well with dishes of fresh fish and cheeses, as well as being excellent with classic and gourmet pizza. It is ideal to be consumed as an aperitif, for cocktails and soft drinks. In the sparkling version, it is pleasant as a before dinner drink or even with desserts. The raisin wine version is excellent for tastings of aged cheeses and dried fruits.

Walking in the Sannio lands during the autumn months, during the harvest, gives the emotion of a multisensory journey: the view is satisfied by the magnificent vision of the colorful landscapes with the splendor of the vineyards; the sense of smell is inebriated by the fragrance of the grapes left to soak in the vats; and finally, the taste savors all the joy of living through the experience of an excellent glass of Falanghina wine.