Un’eccezionale risorsa naturale che l’abilità, l’esperienza e la  passione di straordinari artisti-artigiani trasformano in magnifici  oggetti dall’incredibile fascino. Sul Monte Camposauro, tra Vitulano  e Cautano, a circa 800 metri di quota, affiorano un insieme di  brecce e alabastri calcarei della cava cosiddetta “Uria” da cui si  ricava il pregiato materiale conosciuto come “Marmo di Vitulano”.   

È davvero unico per la sua incredibile varietà di venature, che vanno dal grigio al rosso, con meravigliose sfumature  dal bruno scuro al porpora e al lilla fino al rosso sangue-brillante, con passaggi  a volte netti e a volte delicati, di  una straordinaria eleganza. Proprio la  particolare policromia, disegnata dalla mano purissima di Madre Natura, rende questa roccia calcarea unica e preziosa;  basta spostarsi di soli pochi metri  dalla cava principale per vedere le sue fattezze completamente mutate.

Il Marmo di Vitulano è stato utilizzato fin  dall’antichità; il fascino esclusivo del suo colore, simbolo di vita e forza e allegoria  di regalità, potenza e lusso, fu molto apprezzato anche dal famoso architetto Luigi Vanvitelli che lo scelse per abbellire gli interni  della Reggia di Caserta, la residenza  che doveva risplendere nel mondo superando le meraviglie di ogni altro Palazzo Reale.  Si dice che Vanvitelli, impegnato nella  ricerca dei materiali più belli e preziosi, si recò sul monte Camposauro rimanendo entusiasta della sua bellezza e le eccentriche tonalità, tanto da far costruire una strada  apposita per trasportarlo velocemente dalle  cave fino al cantiere della Reggia dove, ancora  oggi, risplende nelle pareti dello Scalone Reale e nella Cappella Palatina.

Da allora  questo pregiatissimo materiale si diffonderà  rapidamente in palazzi e chiese di tutta la Campania: Reggia di Portici, Palazzo Reale di Napoli, Reggia di Capodimonte, Teatro San Carlo… solo per ricordarne alcuni, giungendo  fino a Roma nella Cappella Torlonia di San Giovanni in Laterano e nella chiesa dei Santissimi Apostoli. Dal XIX secolo lo ritroviamo anche nei più prestigiosi edifici  e chiese d’Italia arrivando anche in FranciaNord America, Inghilterra e in Russia per rivestire  le guglie del Cremlino. Oggi l’attività estrattiva è sottoposta a stringenti norme di  legge improntate su un modello responsabile  e nel pieno rispetto dei luoghi con precisi  limiti quantitativi.

Fino a qualche tempo fa  il Marmo di Vitulano era utilizzato soprattutto  per realizzare elementi ornamentali e decorativi, pavimentazioni, soglie, rivestimenti, oltre ai complementi di arredo mentre negli ultimi anni sta prendendo forza un nuovo filone che tende a esaltarne le caratteristiche  realizzando vere e proprie opere d’arte, oggetti di design moderno e opere di particolare pregio architettonico. Le sue sfumature, ancora oggi, sono molto ricercate da famosi scultori, architetti e designer, come il maestro vitulanese Mariano Goglia che, con le sue abili mani, la profonda conoscenza del marmo e l’innato senso artistico, è in grado di modellare ed esaltare al massimo  la straordinaria policromia della pietra,  liberando tutta la sua struggente bellezza.

 

Per informazioni

Simposio di Scultura dei Marmi di Vitulano

Simposio di Scultura – Mariano Goglia