I luoghi mistici del Santo delle stigmate

Pietrelcina è un piccolo paesino situato su una collina lambita dal fiume Tammaro, un borgo rurale dalla natura semplice e tranquilla che con la nascita di Francesco Forgione, meglio conosciuto col nome di Padre Pio (il frate cappuccino proclamato Santo il 16 giugno 2002) è diventato una meta importantissima per chi, devoto o meno, desidera rivivere il cammino umano e spirituale del frate che con il suo esempio di vita, fatto di sofferenze e preghiera, è riuscito a essere amato da tutti gli uomini. Camminare nel centro del paese, nei luoghi dove “tutto è avvenuto” (come raccontava lui stesso), significa vivere un’esperienza mistica e suggestiva che concede veri momenti di pace.

Ogni cosa a Pietrelcina parla di San Pio! Qui è nato e ha vissuto per tanti anni, ha iniziato la sua vita Santa e ha avuto le prime esperienze mistiche, ed è sempre qui che ancora vive fra l’amore e la devozione della sua gente.
Il borgo conserva tutto il fascino e la suggestione che caratterizzano i luoghi colmi di fede e spiritualità; forse anche per questo motivo richiama pellegrini provenienti da tutto il mondo, curiosi di scoprire “Le tracce del Santo”, un itinerario che ha inizio dalla Chiesa della Sacra Famiglia costruita, insieme al Convento dei Cappuccini, grazie ai finanziamenti della benefattrice americana Mary Pyle, figlia spirituale di Padre Pio. All’interno della Chiesa si trova l’unica reliquia del Santo conservata al di fuori di San Giovanni Rotondo: l’osso loide, un osso a forma di “U” che si trova alla base della lingua. Nel vicino Museo dei Ricordi di Padre Pio sono esposti alcuni degli oggetti più cari al Santo, come la tunica con tracce di sangue indossata durante la sua flagellazione settimanale, praticata come forma di autodisciplina.

Proseguendo verso il centro storico si trova la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, dove si conserva un’antica statua lignea della Madonna della Libera, invocata dagli abitanti per la liberazione dal colera (nella metà dell’800), che Padre Pio amava chiamare “A Madunnella nostra”. Qui San Pio ha celebrato la sua prima messa ed è sempre qui che, durante le sue preghiere all’Altissimo, fu colto dal fenomeno mistico della “fusione dei cuori”, durante il quale “sentì il suo cuore diventare tutt’uno con quello di Cristo”.
Usciti dalla Chiesa, percorrendo le strette strade del rione Castello, si incontrano tutti i luoghi vissuti da Padre Pio, come la “torretta” dove iniziò lo straordinario epistolario che oggi ci consente di conoscere la sua vita, fatta di furibondi scontri con il diavolo e consolata dalle visioni degli Angeli, dei Santi e di Gesù; la casa dove nacque, in vico Storto Valle, con all’interno gli arredi originali, il piccolo camino nella cucina e tutti quegli oggetti di vita quotidiana simbolo della grande umiltà e povertà della famiglia Forgione.

Salendo per gli angusti vicoli, verso la sommità del Rione Castello, si giunge alla piccola Chiesa di Sant’Anna, testimonianza reale del cammino spirituale di Padre Pio. In questa Chiesa è stato battezzato, ha fatto la prima comunione e la cresima; da sacerdote celebrava la Santa Messa e confessava le anime semplici di Pietrelcina ed ebbe numerose esperienze mistiche come le apparizioni di Maria e dell’Angelo Custode.
Attraverso la via del Rosario ha inizio un piccolo sentiero che porta a un altro dei “luoghi santi” di Padre Pio, Piana Romana, un luogo unico per sentire e comprendere ciò che il Santo ha vissuto. Percorrendo il viale di ulivi e passando per la masseria Forgione (la costruzione usata dalla famiglia come deposito degli attrezzi) si raggiunge la Cappella di San Francesco, eretta nel luogo dove Padre Pio amava raccogliersi in preghiera in una capannina di paglia. Nella Cappella è conservato l’olmo sotto il quale Padre Pio ricevette per la prima volta quei segni divini, simboli della sua santità e della sofferenza patita, che lo hanno accompagnato per tutta la vita: le stigmate.

Andare a Pietrelcina dove il Signore è sceso in terra mostrandosi a questo uomo è un vero viaggio contemplativo, ricco di forti emozioni e suggestioni.

Chi giunge qui può godere di splendidi panorami, del fascino di un antico borgo, delle prelibatezze di una cucina genuina, dell’ospitalità della popolazione locale e, soprattutto, può conoscere e vivere da vicino la straordinaria esperienza di un uomo divenuto Santo.

Foto di Gianfranco Vitolo

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