Riguardo il Castello di Casalduni attestazioni sicure sul periodo di costruzione non vi sono ma, molto probabilmente, va di pari passo con la fondazione e trasformazione di quello che in origine era un piccolo gruppo di abitazioni, un vero e proprio centro abitato produttivo situato nelle vicinanze del Regio tratturo e della Via Francigena (utilizzati rispettivamente per la transumanza e il commercio).

Il sentiero che conduce al castello porta il visitatore, una volta raggiunta la sommità della collina, a ritrovarsi avvolto da uno scenario suggestivo che lo trasporta indietro nel tempo.
Si può dire che i lavori di restauro non hanno intaccato il fascino e l’aura di antichità e mistero del maniero.

Alla fortezza sono associate due torri d’avvistamento; una nei pressi del castello e l’altra in contrada Ferrarisi, dove si trova una taverna (oggi rudere) costruita secoli fa e utilizzata per il ristoro di soldati, commercianti e allevatori che passavano di lì per immettersi sul tratturo.
Questi edifici, per la loro funzione e posizione strategica, furono utilizzati non solo dai soldati normanni prima e angioini e aragonesi poi, ma anche da briganti e partigiani che ebbero un ruolo fondamentale per le vicende legate all’Unità d’Italia.

Partendo dalla contrada Ferrarisi, alla scoperta della prima torre e della taverna, si giunge sulla sommità della collina su cui sorge il maniero (e una piccola area picnic) per poi continuare la passeggiata lungo il fiume Alente, in località Terravecchia, per osservare antichi mulini e pastifici i cui resti si trovano a ridosso di una bellissima cascata.

Dal Medioevo al Rinascimento il passo è breve, poiché basta giungere nel centro storico per ammirare le testimonianze di un abitato costruito intorno al 1500, quando si sopravviveva grazie al commercio di bestiame, olio e vino. Una vita serena e fatta di cose semplici, cosi come in alcuni casi lo è ancora oggi, raccontata nel Museo Contadino “La vita d’ ‘na vota” dove si conclude il nostro viaggio temporale volto al racconto di Casalduni.



Puoi trovare questo contenuto nella Guida Turistica del Sannio edizione 2019,alle pagine 164 - 167