A cura di Paolo Cazzulo

 

“Se vi è una magia su questo pianeta, è contenuta nell’acqua” (Loren Eiseleyork)

Telese Terme sorge nel cuore della Valle Telesina, su una culla creata dal magico incontro delle acque. Sono infatti quest’ultime a mettere in comunicazione la cittadina con tutto il territorio sannita. Come le acque del Rio Grassano e del torrente Seneta, provenienti dal Matese, che vanno ad alimentare il fiume Calore e insieme al Grassano prendono origine dall’Alto Sannio; senza tralasciare lo stesso Monte Pugliano, la cui natura carsica lo rende ‘intriso’ di acque. Acque che hanno contribuito, fin dai tempi dei Sanniti, allo sviluppo della cittadina di Telese Terme. Un susseguirsi di secoli che l’hanno trasformarsi da bene primario a risorsa curativa (acque sulfuree) e turistica (lago di Telese, Parco del Grassano). Il terremoto del 1349 fu il principio di quella che è divenuta, nei secoli, la ricchezza principale della cittadina.

Il Parco termale di Telese Terme

Parte da qui il nostro percorso. La storia del Parco Termale di Telese Terme inizia nel 1877, quando l’imprenditore napoletano Alfredo Minieri si aggiudicò la gara d’appalto del complesso termale. Aperte nel 1883, seguite poi dal “Grand Hotel Minieri” sulle pendici del Monte Pugliano, le terme di Telese assunsero rilevanza nazionale e addirittura internazionale e avviarono lo sviluppo della zona, sia dal punto di vista prettamente turistico che economico e sociale. Immerso nel verde, il Parco Termale di Telese Terme, che ad oggi, può essere considerato uno dei più grandi d’Italia, accoglie i turisti con alberi secolari e li indirizza, a seconda delle esigenze, verso la Bouvette, per poter sorseggiare la fresca acqua sulfurea, fino ad arrivare alla zona denominata “Cerro”, dove scorre il torrente da cui prende il nome, proveniente dalla fonte “Santa Lucia”; oppure verso le piscine di acqua termale sorgiva, la piscina “Goccioloni” (la prima a essere stata costruita e aperta al pubblico) e la piscina “Pera”, che combinano l’azione refrigerante e d’intrattenimento alla prevenzione e cura delle patologie dermatologiche.

A completare la dotazione del Parco delle Terme alcune strutture ricreative tra cui un bar, un anfiteatro per spettacoli e meeting, un parco giochi per bambini, uno stabilimento per l’imbottigliamento dell’acqua ed un centro congressi di circa 500 posti. Le acque di Telese Terme hanno una tradizione antichissima la cui attività termale, quindi, si svolge in parte nello stabilimento in Piazza Minieri, ed in parte presso il complesso turistico alberghiero Grand Hotel Telese.

Monte Pugliano

Alle spalle del complesso termale troviamo Monte Pugliano. Il nome trae origine dalla Via Latina che univa Roma con le Puglie; al suo interno c’è una massiccia presenza di acqua, proveniente dal Matese; si estende per un’area di circa 54 ettari, abbracciando territorialmente i comuni di Telese TermeSan Salvatore Telesino e Castelvenere. Determinati aspetti che possiamo riassumere in poche, fondamentali voci, ne fanno una particolarità dell’entroterra Campano e del Sud Italia.
Aspetto storico – archeologico: vanno evidenziati i vari ritrovamenti di strutture abitative risalenti al periodo paleolitico. Inoltre sul lato occidentale del Monte sono ben visibili alcuni tratti di mura megalitiche risalenti all’VIII sec. a.C. di matrice Sannita.
Geologia: la caratteristica più importante è rappresentata dalla presenza delle doline, alcune visitabili, dove nell’arco dei secoli si è potuto sviluppare un ecosistema tropicale, chiamate comunemente Puri (dal greco Piros, fuoco) poiché i popoli antichi pensavano fossero bocche di vulcani. Questo vuole la leggenda, ma la realtà è che le Doline, perfettamente cilindriche, uniche nella forma lungo il massiccio Appenninico meridionale, sono formazioni di rocce calcaree che hanno origine al tempo della formazione dell’appennino stesso.

Aspetto naturalistico: da questo punto di vista il Monte Pugliano offre una svariata tipologia di vegetazione, e oltretutto, si possono trovare specifiche piante presenti solo sulle sue sommità e pendici. Infine offre la possibilità di poter effettuare percorsi trekking.

Parco termale Jacobelli
Terme Vecchie

Procedendo nel nostro percorso incontriamo le Antiche Terme Jacobelli. Situate all’incrocio tra Castelvenere, Solopaca e Telese Terme furono fondate, nel 1861, dal cavaliere Achille Jacobelli di San Lupo e inaugurate ufficialmente nel 1867. Achille Iacobelli, nell’ultimo scorcio del regno borbonico, ricoprì importanti incarichi pubblici, la cui persona, però, ha subito la damnatio memoriae a causa del suo presunto ed indiretto coinvolgimento nell’eccidio di Pontelandolfo e Casalduni, nell’agosto del 1861, ad opera dell’esercito piemontese. Le cronache ci tramandano la descrizione di un luogo delizioso, ricco di verde con piacevoli passeggiate ombrose; l’apparato vegetativo attualmente ricalca quello della fine dell’Ottocento. Il Parco termale Jacobelli presentava circa quaranta camerini, al centro vi era una galleria, alla fine della quale si apriva una grande sala, coperta di tende, con tavole e sedili di marmo bianco. Più avanti c’era la vasca di marmo, nella quale affluiva, rinnovandosi di continuo, l’acqua solfurea.

La struttura era completata da un porticato che rendeva possibile passeggiare all’ombra ed erano presenti due fontane utilizzate dai bagnanti per bere dopo le cure. Tornando ai giorni nostri, dopo il 2008, le Antiche Terme Jacobelli sono diventate un parco naturale, dove ancora si possono osservare i resti delle cabine private per la balneazione, le piscine pubbliche, la Bouvette e dove, ad oggi, è possibile passeggiare in un luogo salubre e ricco di storia, e ultimamente utilizzato anche per manifestazioni canore e di intrattenimento generale, in modo da ampliare l’offerta turistica per chi decide di scegliere Telese Terme come meta delle proprie vacanze.

Lago di Telese

Il Lago di Telese è ubicato a sud-est del centro abitato, non lontano dalle sponde del fiume Calore, è situato ai confini con il comune di Solopaca. Questo piccolo specchio d’acqua ha una superficie di 49.000 mq circa, un diametro di 108 metri, una circonferenza di circa 850 metri e una profondità che si aggira intorno ai 20-25 metri. L’origine del lago è da ricercarsi nella natura dei terreni e delle rocce che costituiscono il substrato su cui sorge Telese Terme. Questa roccia, di origine chimica, è chiamata volgarmente “rudine” che, se attraversata dalle acque, può disciogliersi e creare delle cavità.

Le notizie storiche ci raccontano che nel 1349, a seguito di un disastroso terremoto che distrusse Telese Terme, nella piana di S. Aniello, nelle vicinanze del fiume Calore, un vasto appezzamento di terreno sprofondò di colpo, abbassandosi di circa 30 metri, e nel suo vuoto a forma di paiolo avente un circuito di 900 metri, apparve il lago. Soprattutto negli anni Settanta e Ottanta il lago era la meta preferita di tantissimi turisti, per pic-nic, passeggiate, pesca e balneazione. Ad oggi è divenuto un luogo tranquillo, le cui sponde sono caratterizzate da lussureggiante vegetazione, dove è possibile passeggiare e sostare a stretto contatto con la natura, sia lungo i percorsi trekking delle “acque” che sulle sponde del lago.

Torre longobarda – normanna di Telese Terme
Il Borgo e la Cattedrale

Il sito si erge nella zona denominata Episcopio, situata in posizione soprelevata rispetto al territorio circostante, dove la torre campanaria è la struttura meglio conservata. Il borgo si sviluppava su una vasta area ed era organizzato intorno a un diverticolo della via Latina, riconosciuta poi come Via Francigena, che univa Telesia a Beneventum, corrispondente sommariamente all’attuale Via Roma. Dagli ultimi scavi condotti, la costruzione può essere datata tra la fine del IX e il X secolo, quindi in epoca Longobarda, i quali utilizzarono materiale di reimpiego della vicina colonia romana di Telesia, utilizzando in maniera massiccia la pietra “telesina” chiamata rudine; inoltre sono visibili grossi blocchi e lastre in travertino poroso, squadrati e raccordati da cubilia, messi in opera con la tecnica dell’opus reticolatum e alternati a corsi di mattoni. A questo periodo si possono aggiungere almeno altre due fasi di età Normanna (una riferibile all’XI secolo, con la costruzione di un ossario, l’altra del XII con la costruzione di un muro tra la cattedrale e il campanile), i quali, con diversa utilizzazione del materiale a disposizione e la differente logica costruttiva delle varie parti, molto più lineare del popolo che li aveva preceduti, ultimarono la Torre, con il piano, denominato, “delle campane” ceduto nel 1349, quando, come documentano le fonti, un disastroso terremoto distrusse completamente la città determinando, tra gli altri accadimenti, l’apertura delle sorgenti solfuree.

Ad oggi la Torre Campanaria è considerata un vanto per la città e può essere ritenuta, a ragion veduta, “il più piccolo museo al mondo”, avendo un’area interna di 38 mq sviluppati su tre piani, dove è possibile leggere ed interpretare la storia del nostro territorio attraverso l’esposizione di opere dell’uomo che vanno dal periodo romano fino ai giorni nostri; infatti attraverso prenotazione è possibile visitarla durante tutto l’anno. Al fianco della Torre Longobarda troviamo le fondamenta della Cattedrale, che la tradizione vuole dedicata alla SS. Croce, la quale presenta una pianta di tipo basilicale a tre navate absidate, delle quali sono state portate alla luce quella centrale e la laterale sinistra, separate da una doppia fila di colonne. L’ingresso si apre verosimilmente sul lato Nord, lungo via Roma. L’esistenza di una chiesa cattedrale in località Episcopio nell’XI secolo è documentata, per la prima volta, da un discusso diploma del 1068, che fa riferimento ad una cattedrale da poco riedificata. Infatti, a partire dalla caduta e dalla distruzione di Telesia, la cattedrale, intitolata a Maria Santissima della Trinità, venne edificata nel castellum di località Episcopio. Nella nuova fondazione, dal 1078, si sarebbero insediati e avvicendati i vescovi elencati, successivamente, nel catalogo di F. Ughelli (Ughelli 1721).

 

A Telese Terme per rilassarsi, divertirsi… e fare shopping

E partiamo dal divertimento. La movida telesina si concentra soprattutto lungo il centralissimo Viale Minieri, cuore della cittadina termale. È qui infatti che si localizzano la maggior parte delle attività commerciali (negozi di abbigliamento, ma anche pub, pizzerie, bar, pasticcerie, hamburgherie, vinerie). Da qui si procede, nei due sensi opposti, verso le Terme cittadine o verso la stazione ferroviaria. Famoso lo ‘struscio’ serale lungo Viale Minieri, la passeggiata telesina, che nel corso dell’intero anno richiama, anche dai paesi viciniori, famiglie e giovani. Sempre qui, soprattutto nelle serate estive, si tengono intrattenimenti musicali con concerti all’aperto. Per chi è alla ricerca di divertimento, la scelta si amplia anche agli altri locali e al cartellone estivo che anima le terme con musica, spettacoli e intrattenimento.

Alle famiglie e a coloro i quali invece sono alla ricerca di relax, consigliamo di fare una lunga passeggiata, sorseggiando una buona bibita o mangiando un ottimo gelato, che culmini poi, nelle calde notti estive, nell’accogliente parco termale, dove c’è anche un parco giochi per i bambini. Per gli amanti dello shopping, accanto al Viale c’è anche via Roma, l’arteria urbana che ‘taglia’ letteralmente, attraversandolo, il centro di Telese Terme, collegandola con il resto della Valle e quindi a Benevento e a Napoli, dove è possibile ampliare la vostra ricerca con negozi che riescono a soddisfare ogni esigenza legata alla moda, alla gastronomia fino all’enologia, grazie alla presenza di enoteche con vaste cantine in cui è possibile scegliere i migliori vini nostrani e nazionali.

Eventi a Telese Terme 

Si va dall’atletica, con due eventi sportivi di forte richiamo e a carattere internazionale, all’intrattenimento culturale di qualità nell’evento che unisce musica e poesia, passando poi per l’intrattenimento musicale notturno.

Tra gli eventi più importanti,
segnaliamo:
– Trofeo Città di Telesia (giugno)
– Telesia Half Marathon (ottobre)
– Festina Lente Telesia (giugno)
– La notte bianca (agosto)

Pagina FB Pro Loco Telesia

Cucina tradizionale di Telese Terme

Telese Terme esiste da tanto e non ha mai smesso di essere abitata. Nel tempo la zona si è spopolata a causa di avvenimenti storici locali, e i luoghi sono diventati invivibili, a causa delle esalazioni mefitiche delle paludi intervenute. Ha fortemente subito l’emigrazione, ma ,ugualmente, è sempre rimasto in vita il suo tessuto urbano e umano, lacerato, ridotto al lumicino, ma è rimasto vivo. E lo ricorda anche e non solo, la gastronomia. Da una ricerca attenta e minuziosa, basata su racconti di vecchie signore ultranovantenni, da appunti su vecchi quaderni con la copertina nera… dalle tradizioni tramandate dalla famiglia che gestiva un’osteria agli inizi del 1900, sono state ritrovate vecchie ricette, inedite, sconosciute ai più, che solo in alcune case sono ancora ricordate. Ad esempio, per citarne solo qualcuna, la zuppa di borragine e malva, la pasta e patate al forno con il pecorino, il panecotto con la verdura, la salsa di menta e germogli di arance, il baccalà con la frutta secca, il “pollo ingrassato”, gli “scaudarielli” e i “guanti” (come dolci) e ancora tante altre piccole chicche di lontana epoca. Tutte ricette semplici (specialmente i primi piatti, in realtà piatti unici) con ingredienti a portata di mano, concepiti per poter consentire alla donna di casa, di cucinare ma anche avere il tempo di badare alla casa ai figli e anche all’orto o alla campagna. Piatti unici quindi, i primi piatti, preparati la mattina presto, prima di uscire per i campi, messi in un tegame chiuso, e posti nel camino con la brace sopra e sotto (il cosiddetto forno di campagna), cosicchè a mezzogiorno (ora di rientro dal lavoro) risultavano perfettamente a cottura.

 

Pasta e patate (di campagna) con pecorino

Ingredienti

Pasta militare (occhi di lupo)
Patate
Pecorino grattugiato
Olio di oliva
Salsa di pomodoro
Cipolle
Salvia
Acqua, sale e pepe

Procedimento

Sbucciare e tagliare a fette sottili le patate, grattugiare il pecorino, tagliare e fette sottili le cipolle.
In un tegame con coperchio alternare gli ingredienti: versare un filo d’olio, qualche cucchiaiata di salsa di pomodoro, la pasta cruda, sale e pepe, formaggio grattugiato, e ripetere la serie fino a riempire il tegame.
Coprire gli ingredienti a filo con acqua.
Chiudere il tegame col coperchio e porlo al centro di un camino con le braci accese.
Coprire il tegame con cenere e braci e far cuocere per 5-6 ore senza muoverlo, quindi togliere la cenere e portare il tegame ancora caldo in tavola, scoprendolo per trovare la pasta e patate perfettamente cotta